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Scaramanzìa vattene via


Questo post ha un tono un po’ diverso dal solito… ho aspettato molto a scriverlo: essenzialmente per scaramanzia, perchè si sa – se in un periodo le cose sembrano andarti bene, non appena inizi a goderti il momento, tutto comincia a precipitare.

Ma non sono mai stato scaramantico, quindi posso dirlo: dall’ultima volta che ho scritto qui, sono cambiate molte cose!


Innanzitutto ho lasciato l’università – non perchè mi trovassi male, anzi: ma era troppo… troppo come corso, ed io non ero più abituato a studiare da tanto tempo (ma lo ero mai stato?). So che forse ho gettato al vento un’occasione ma io mi ritengo uno degli uomini meno ambiziosi del mondo, quindi sono contento così – sopratutto perchè, qualche mese dopo, ho trovato lavoro!


Olèèèè!!!


Ora sono circa 3 mesi che ho iniziato a lavorare, e devo dire che non mi trovo affatto male: anzi, per essere il primo impiego, sono stato molto fortunato – sia come paga, che come ambiente, che come durata del contratto. Lavoro nel mio settore (quello informatico) il che non può essere altro che bene, inoltre finalmente ho la soddisfazione di vedermi fare qualcosa di concreto; per uno che ha sempre letto le cose sui libri e le poche volte che ha fatto qualcosa lo ha fatto solo perchè richiesto da questo o quell’esame (quindi lavori fini a se stessi, senza uno scopo), ritrovarsi a fare qualcosa che serve davvero a qualcuno è una soddisfazione molto grande!


Insomma, la situazione è questa: incrociamo le dita e speriamo che la ruota continui a girare nel verso giusto…

 
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Pubblicato da su 17 settembre 2014 in Caro diario..., Senza categoria

 

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La vita al tempo della crisi


Oh, e ‘un c’è sòrdi, c’è pòo da cantà.

Per carità non mi lamento troppo, in fondo ce n’è tanta di gente che sta peggio: non c’è fame, non ci sono mutui da pagare e come dice il proverbio finchè la bocca mangia e il culo rende…


Certo, per rientrarci pari (o andare sotto di poco) a fine mese bisogna rinunciare a tante cose: a quasi tutto, a dire la verità. Alla fine oltre agli ovvi bisogni fisiologici, medici e alle bollette le spese extra sono giusto qualche fumetto – non pochissimi, ma meno di quelli che vorrei – e basta. Nemmeno il Tirreno si prende più e di fare qualcosa di nuovo (in tutti i sensi, dalla cosa minima ai grandi passi della vita) manco a pensarci. Insomma, non è che uno vive, bensì tira avanti. Grazie al cielo in famiglia nessuno fuma nè beve, sennò si stava freschi.


Vabè ma non si può sempre avere quel che si vuole, dirà qualcuno. Giusto. È quando si inizia a dover rinunciare a qualcosa che serve che la cosa si fa pesante. Non tanto fisicamente (ripeto, nessuno fa la fame o rinuncia a curarsi qui) quanto psicologicamente; allora il serve inizia a diventare servirebbe, e lo Zio Paperone che stira le camicie sotto al materasso e riutilizza più volte la stessa bustina di tè inizia a non sembrarti più tanto strambo e divertente.

Sprecone!

Sprecone!


Che poi boh, in teoria potrebbe anche esserci un punto di svolta; varie vicessitudini ed ostacoli della vita hanno fatto si che io, alla veneranda età di 25 anni e passa non abbia mai lavorato (ok non è del tutto vero, ma facciamo finta di sì) ed ora che mi sto per laureare* le cose potrebbero cambiare. Dicono che quelli come me non hanno problemi nel trovare lavoro e forse sarà anche vero, non lo so.


Però poi ti si presenta anche un’altra occasione, per cui cambi totalmente idea e decidi di fare quello che solo un paio di mesi fa escludevi al 100%: continuare a studiare. Si vabè, come sempre uno dice “ma si, proverò a studiare mentre lavoro” ma sappiamo tutti come andrà a finire, inutile nascondersi dietro ad un dito.


Forse è l’occasione della vita, forse è solo paura di cambiare. Non lo so.


Fatto sta che, ancora una volta, ho fatto la scelta che andava contro ogni logica.


Speriamo bene.


* Nota: ancora non è uscita la data, quindi per il momento lo dico sottovoce. Non si sa mai, potrebbe saltar fuori qualche intoppo burocratico dell’ultimo momento, oramai mi aspetto di tutto e di più

 
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Pubblicato da su 18 settembre 2013 in Caro diario..., Riflessioni

 

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Una cosa che da ragazzino mi fece commuovere


Di solito sono prolisso quando parlo di me, ma stavolta sarò breve – e si, lo so che il titolo dell’articolo può sembrare stupido, ma vi assicuro che non lo è.

Chi mi conosce sa che non sono uno che si commuove spesso. O meglio, di tanto in tanto mi capita, ma quasi mai per un film, una storia a teatro o in generale un prodotto di intrattenimento. Evito come la peste tutto quello che è etichettato come “romantico” o “drammatico” perchè sono generi che non mi piacciono… però un paio di volte è capitato (sempre parlando di “commozione da intrattenimento”, non di sentimenti personali).

Sembrerà strano ma una di queste volte, la più significativa secondo me, è accaduta verso la fine dei lontani anni ’90) leggendo un fumetto. Al tempo ero un ragazzo delle medie o poco più, conoscevo a malapena i manga (o meglio, conoscevo solo dragoball), i comics americani mi erano del tutto sconosciuti e campavo a pane e PK.

Già, PKNA. A mio parere uno dei fumetti migliori del mondo di sempre (altro che v per vendetta), ingiustamente sottovalutato da mamma Disney solo perchè ha avuto la sfortuna di nascere italiano… ok direte voi “va bene, ti è piaciuto: però sarà stato adulto quanto ti pare, ma è sempre roba disneyana… il protagonista era Paperino mascherato ed i cattivi dei paperoidi viola dallo spazio, cosa c’entra la commozione?”.


C’entra, c’entra. Dovete capire che è stato un momento molto particolare, irripetibile. Si stava facendo la storia del fumetto italiano ed io la stavo vivendo “in diretta” (ovviamente allora non lo capivo). Inoltre io avevo un’età molto strana; ero un ragazzino, come ho già detto. Non c’era internet (pubblicavano ancora la posta cartacea) e non c’erano spoiler, quindi quello che leggevo accadeva davanti ai miei occhi, in quel momento: non era una traduzione, una differita o una cosa già successa, era lì ed ora.


E fu proprio per questo che leggendo PKNA #33, quando alla fine vidi morire il razziatore, uno dei miei personaggi preferiti, la lacrimuccia mi scappò. So che adesso da adulto sembra una cosa stupida (e forse lo è), ma è stato un momento unico, che ricordo ancora con gioia. Poi ci furono anche altri numeri, qualche personaggio tornò, molti altri morirono (Xadhoom…) ma lui fu il primo, e nessun altro mi fece lo stesso effetto.




Grazie PK, e grazie anche a chi ha letto questo articolo di aver condiviso con me questo ricordo (grazie che mi sopportate, insomma). Poi è chiaro, nella vita vera ci si commuove per ben altre cose ma se pensate che c’è gente che lo fa con le telenovele o con dei film stracciaballe del calibro di memorie di una geisha, forse non è poi così strano che un ragazzino si potesse emozionare per un giornalino di Pk.

 
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Pubblicato da su 12 maggio 2013 in Caro diario..., Intrattenimento

 

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Perchè è un po’ che non scrivo


Dando per scontato che a qualcuno gliene freghi qualcosa (ma tanto lo sapete che questo blog non è per voi, ma per me) mi sento in dovere di dire un po’ i motivi per cui è passato un po’ di tempo dall’ultimo mio post – e probabilmente ne passerà altrettando dal prossimo.

C’è una serie di concause in tutto questo: intanto è un periodo in cui stanno cambiando parecchie cose nella mia vita (intesa come “giornata tipo”) e quindi devo ancora trovare un equilibrio tra “cose vecchie” e “cose nuove” – forse riuscirò finalmente a finire l’università e ora mi sto concentrando su questo e il resto passa un po’ in secondo piano. Poi ho anche iniziato a scrivere (prevalentemente vaccate) su un altro blog con alcuni amici, quindi molte cose che prima finivano qui ora se ne vanno di là. Non è un abbandono, solo conserverò questo blog per cose più “personali” mentre notizie, recensioni e altro forse troveranno spazio dall’altra parte.


Quindi chiudo facendomi l’augurio di continuare a scrivere qui (magari più seriamente) e invitandovi tutti a dare un’occhiata ogni tanto sull’altro.


Ciaooo!

 
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Pubblicato da su 13 febbraio 2013 in Caro diario...

 

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Sono un po’ triste e non so perchè


Eh già, in effetti non lo so.

Alla fine non è che abbia un motivo particolare per esserlo, o almeno non più del solito;  non sono una donna, quindi non ho ondate di ormoni sincronizzate col ciclo lunare, quindi… mah.


Sarà forse perchè è vicino il mio compleanno che almeno stando a quanto ho scritto qui sul blog negli anni precedenti (e che condivido appieno anche stavolta), in questo periodo sono sempre triste? Non saprei proprio: e credo che capirlo sarà come cercare un ago in un pagliaio…

… “e qual è il problema? Basta bruciare il pagliaio!” Direbbe Xadhoom

 
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Pubblicato da su 26 dicembre 2012 in Caro diario...

 

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Il superpotere che vorrei


The nerd is too damn high

Bene: dopo l’avviso, possiamo cominciare. (nota: per combattere l’ignoranza che dilaga, a ogni nome di supereroe è linkata la relativa pagina di wikipedia. Così magari imparate pure qualcosa)

Tutti i ragazzi, anche quelli non appassionati di fumetti come me, almeno una volta nella vita hanno sognato di essere un supereroe… ebbene io alla veneranda età di quasi 25 anni lo sogno ancora e (anche se non più spesso come un tempo) mi chiedo: se potessi scegliere, se incontrassi il genio della lampada o il drago Shenron, quale superpotere vorrei?
Mentre scrivo questo post non ho ancora deciso, quindi elencherò i “superpoteri” (virgolettato perchè alcuni non lo sono in senso stretto) a mio giudizio più fighi e alla fine vedrò di tirare le somme.


La prima cosa che potrebbe venirmi in mente è un bel fattore rigenerante alla wolverine/deadpool… non nego che sarebbe utile, ma me la immagino come una piuttosto dolorosa quindi forse è meglio lasciar stare: e poi vi immaginate QUANTA fame debba avere uno che si è appena fatto ricrescere un braccio?
Naa, scartato. Utile, ma c’è di meglio

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No sul serio la rigenerazione mi dà proprio l’idea di fare un male cane, anche a Majin-Bu


Discorso opposto per i poteri di Superman e kriptoniani vari – superforza, pelle d’acciaio, volo, supervista, soffio congelante, vista a raggi x, superudito, vista calorifica, supervelocità… che noia! In pratica puoi far tutto e i tuoi unici punti deboli sono una pietra raririssima e la magia (che misteriosamente nessuno ti lancia mai contro).
Troppo forte, non ci sarebbe gusto. Scartato pure questo.

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Pure la versione ridimensionata, Superboy, è troppo forte


E se il potere più figo fosse proprio non avere nessun potere, bensì un SACCO di soldi per pagarsi aggeggi e addestramenti vari uniti ad una discreta cazzutaggine?
Stile Batman/Ironman per intenderci… anzi, Ironman scartiamolo perchè alla fin fine l’armatura potrebbe benissimo essere teleguidata; lui ci si infila dentro perchè, ammettiamolo, è un coglione. Ma chi mi conosce sa che Batman (assieme Robin, Nightwing e compagnia bella) è il mio supereroe preferito da sempre… sarei molto tentato di scegliere questo, ma oggettivamente non è un vero superpotere: è “solo” una dose estremamente alta di figaggine. Peccato…

L'attuale Bat-famiglia (quasi) al completo

L’attuale Bat-famiglia (quasi) al completo


Poi c’è il meraviglioso mondo dei poteri magici, in cui c’è di tutto e di più: si va dalle streghette musicali allo Stregone Supremo della Marvel, passando per lo spara-palle-di-fuoco di D&D… non so neanche se considerarli “superpoteri”: tradizionalmente nei fumetti di supereroi ci sono e anche se sono quasi sempre poteri ridicoli (vogliamo parlare di Zatanna che fa le magie dicendo le frasi al contrario?) non nego che ci farei un pensierino.
Anche se a pensarci bene una magia spettacolare, stile D&D o Harry Potter non è che mi piacerebbe un granchè… mi vedo più uno del tipo “signore oscuro delle ombre”, di quelli che manipolano gli eventi da dietro le quinte – un po’ alla Tremotino (Rumpelstiltskin) di once upon a time. Interessante, ma esula un po’ dal “tema” del post…

    Per la cronaca, Tremotino nel telefilm è interpretato da Robert Carlyle, cioè il sig. Full Monty

Per la cronaca, Tremotino nel telefilm è interpretato da Robert Carlyle, cioè il sig. Full Monty


Un altro potere che giudico molto figo è quello dell’uomo ghiaccio degli x-men (anche se io l’ho conosciuto per la prima volta in quell’orrendo cartone che era “l’Uomo Ragno e i suoi fantastici amici“). Congela le cose, si plasma più o meno a piacere, se lo frantumi non gli fai niente… con questi poteri potrei citare anche l’Aokiji di One Piece ma l’uomo ghiaccio faceva una cosa che non la fa nessuno: lui col ghiaccio ci crea una pista e poi ci surfa! Poi certo, io me lo immaginavo ancora più figo di quel che è, tipo che se lo sciogli non muore ma diventa prima l’uomo-acqua e poi l’uomo-vapore…  quando ho scoperto che non può farlo mi è caduto terribilmente

Il cartone di cui parlavo era questo: a pensarci bene non era poi così male...

Il cartone di cui parlavo era questo: a pensarci bene non era poi così male… e poi guardate come surfa!



Naa, ormai ho deciso. Non nego che una cosa stile Cyborg (quello dei Teen Titans/JLA) o Robocop mi intrigherebbe, ma ne ho già parlato amipiamente in un altro post quindi ecco il momento della scelta definitiva: il superpotere che vorrei è la supervelocità.
Ma non quella di quella checca di Quicksilver, intendo proprio quella di Flash, che nei fumetti DC si chiama (con poca fantasia) forza della velocità.
La forza della velocità è quel potere a cui attingono tutti i velocisti della DC e che oltre a farti correre forte (ma forte davvero, tipo anche alla velocità della luce) ti consente di guarire ma sopratutto di pensare velocemente… così veloce che hai sempre tutto il tempo di valutare tutte le conseguenze, il che è quasi come prevedere il futuro. E già qui mi accontenterei, le altre cose che fa Flash le giudicherei come opzionali (correre così veloce da andare indietro nel tempo? Troppi casini – Vibrare a frequenze atomiche per passare attraverso gli oggetti? Troppo fantascientifico anche per un fumetto…), diciamo che mi accontenterei di un potere alla Kid-Flash, ecco.

And the winner is... Flash!

Ecco, magari non mi metteri il costumino rosso, ma il potere è veramente bello


Spero di non aver divagato troppo… alla prossima!

Anche se ammettiamolo, il velocista più veloce di tutti è lui. All'occorrenza diventa pure super sayan! Però si parlava di fumetti, non di videogiochi...

Anche se ammettiamolo, il velocista più veloce di tutti è lui. All’occorrenza diventa pure super sayan! Però si parlava di fumetti, non di videogiochi…

 
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Pubblicato da su 5 dicembre 2012 in Intrattenimento

 

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Il kebabbaro, l’ascella e la Danone


Premessa: non sono razzista e, anche se sono consapevole che questa frase è spesso preludio ad affermazioni razziste, mi sembrava giusto specificarlo.

Non so se è così anche dalle vostre parti ma qui a Pisa ci sono un sacco di posti dove fanno il kebab (brevemente, kebabbari) e, di tanto in tanto, mi capita che quando sono in giro e c’è necessità di mangiare in fretta e/o a buon mercato qualcuno mi proponga “dai, ci prendiamo un kebab!”

Ora, chi mi conosce dovrebbe ben sapere che una cosa del genere io non la farò MAI: preferisco piuttosto pagare di più per un quarto di pizza come Dio comanda piuttosto che mangiarmi quella… cosa.

Orrore!


Non è una questione di pregiudizi sulla presunta igiene del locale che la vende o sulla razza del venditore: quando mi chiedono perchè non lo mangi spesso rispondo scherzosamente che “la mia religione avrà tanti difetti ma mi consente di mangiare cosa mi pare, e almeno in questo voglio sfruttarla al massimo” ma la realtà è un’altra.


In realtà il kebab mi fa proprio schifo. Ma non come sapore (anche perchè non l’ho mai assaggiato), proprio come odore: ogni volta che passo davanti a un kebabbaro sento un insopportabile, opprimente e soffocante odore di ascella.
(Se non ci credete ed abitate a Pisa, passate sotto l’arco che collga Corso Italia e Piazza Gambacorti e capirete di cosa parlo)

Non trovate anche voi che il kebab sappia d’ascella?

Che sia proprio questo l’ingrediente segreto che lo rende così “irresistibile”? Una bella strofinata sotto l’ascella del bengalese di turno, in maniera analoga a come l’ascella di un francese rende così buone le baguette?

Prima di avere a che fare col pubblico, ogni kebabbaro è sottoposto a severi test di qualità


No, non ci credo. Deve esserci qualcos’altro…. anche perchè poi l’amico di turno che si è preso il kebab nel 90% dei casi il giorno dopo mi fa “sai, forse avevi ragione, ho passato tutta la notte a fare avanti e indietro tra il letto e il bagno”.


Forse è proprio questo… le incredibili capacità lassative del kebab (più potente e più gustoso della magnese san pellegrino) che formano un dinamico duo col fantomatico bifidus, ovvero l’arma segreta della Danone!

Ma sì, quello che sta in Activia, lo yogurt che fa apparire le donne come incapaci di avere una vita intestinale serena, proprio lui!

Activia ha a cuore l'educazione civica e ci tiene a sottolineare che certe vie sono rigorosamente a senso unico


Uno si mangia il kebab, si caga addosso e per rimediare prende Activia! Geniale!


Questo circolo (virtuoso?) mi sembra un ottimo modo per far ripartire l’economia… più kebabbari=più cacarella=più yogurt!

E poi vedi come si impenna il PIL…

 
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Pubblicato da su 23 gennaio 2012 in Intrattenimento

 

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