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… what is my destiny?


… what is my destiny (Dragon Ball) ?

(Si, ultimamente ho questa manìa di iniziare le mie riflessioni con un verso di una canzone… lo so è patetico trovare soddisfazione in queste piccole cose, ma lasciatemi sognare)

Shenron

L’avevo già scritto nel post precedente: scrivere è un po’ come pregare… e che il destinatario della preghiera sia Dio, il drago Shenron o chiunque vogliate la domanda è sempre la stessa – What is my destiny?


Ovvero… qual è la mia strada?
Io sono sempre stato un bimbo strano: quando mi chiedevano cosa volevo fare da grande, dicevo sempre “boh”, “non so”… poi, qualche anno fa, pensavo di averlo capito –  io da grande volevo avere una famiglia.
Volevo fare il marito, forse il babbo (non necessariamente da famiglia del Mulino Bianco eh, non avevo ancora deciso i dettagli) – insomma, avevo un sogno.

Si lo so, qui ci starebbe una battuta su Martin Luther King, ma non sono in vena in questo periodo


Avevo un sogno, sì; ed avere un sogno è una cosa molto importante per una persona – ti da una direzione verso cui muoverti, ti dà uno scopo nella vita… insomma, è bello sapere per cosa si sta lottando.

Vabè la storia ormai l’ho già scritta un sacco di volte – quel sogno è crollato, mi è stato rubato, si è frantumato ad un passo dalla realizzazione ed ora mi chiedo… ho ancora questo sogno?


Bè si, certo che ce l’ho ancora. E allora la domanda è – ha ancora senso averlo?


Putroppo questo mio sogno ha un grande difetto: per provare a realizzarlo, bisogna essere in 2… e da questo punto di vista, ho già perso in partenza.
Quindi ho pensato di procedere per gradi – ho accantonato in un angolo i grandi progetti ed ho deciso di partire dalle basi, iniziando intanto a conoscere qualcuno di nuovo. Poi, chi vivrà vedrà.

Però cavolo, è dannatamente difficile.
Sono sempre il terzo incomodo (o quinto, o settimo – insomma un n. dispari) in un mondo fatto di gente che, guarda caso, sta vivendo a diversi gradi proprio il sogno che avevo io, quello che mi è sfuggito.
Avete idea di quanto faccia male?
Eppure mi sto sforzando in tutti i modi di conoscere gente nuova: sto letteralmente violentando la mia anima per crearmi occasioni, per uscire anche se si va in posti che detesto (sono stato pure in discoteca. io.), per sforzarmi di divertirmi; qualche volta ci riesco, qualche altra no…
In tutti questi mesi (quasi 6 ormai) le ho provate veramente tutte – sapete quante ragazze “sole” ho conosciuto?


Una.

E siccome non sono un maniaco (o sono un coglione, dipende dai punti di vista) non ci ho manco provato.


Ora, parliamoci onestamente: se vi guardate intorno quante persone conoscete tra… diciamo 25-30 anni che sono single?
Ecco, appunto.
Poi chi mi conosce lo sa, io non sono mai stato uno che ci prova con tutte, anzi… ho sempre disprezzato quelli che fanno così, ed ho sempre pensato che è inutile iniziare (o provare ad iniziare) un qualcosa se non ci si crede almeno un po’. Però più mi guardo intorno e più mi ritrovo a pensare che non è affatto vero che “ci sono tanti pesci nel mare”, che “là fuori è pieno di ragazze”... stocazzo. Non è vero una minchia, anzi: sono davvero poche.

E se da queste poche iniziamo a togliere quelle a cui non piaccio (tantissime… un’infinità, a quanto pare), quelle che non piacciono a me (un minimo di dignità ce l’ho ancora)… cosa rimane?

Cosa rimane ad uno come me, un introverso, uno che non ci sa fare?
Gli inglesi mi definirebbero socally akward, ed a ragione.


Che devo fare?
Devo continuare per questa strada e percorrerla fino in fondo o devo fare marcia indietro per tornare ad essere me stesso?
Di sicuro se non mi sforzo non spezzerò mai questo circolo vizioso per cui non esco perchè non conosco nessuno, ma non conoscerò mai nessuno perchè non esco.


Devo davvero diventare un viscido che ci prova con tutte quelle (poche) che incontra?
Per quanto ancora dovrò stuprarmi l’anima per andare avanti?

Destiny

What is my destiny, Dragon Ball?


Forse mi ci sto fissando troppo. Forse sto diventando una specie di manìaco, non lo so.
So solo che c’è tanta, tanta sofferenza. E tanta solitudine, in tutti i sensi. Quante volte mi succede o vedo qualcosa di divertente e penso “ah che bello, ora lo racconto a ” e poi mi fermo perchè… non ho nessuno a cui raccontarlo.


Comunque, voglio chiudere il post in maniera positiva. A ben vedere, la situazione è migliorata rispetto a quest’estate: se prima piangevo tutti i giorni, ora non piango (quasi) più e, tutto sommato, “sopravvivo” abbastanza bene.
Certo, come diceva Max Pezzali (ancora con ‘sta storia di citare le canzoni…)
soltanto certe volte capita che /
appena prima di dormire /
mi sembra di sentire /
il tuo ricordo che mi bussa e mi fa male un po’.


In altri termini, mi piglia male. Abbestia.
Però sono momenti sempre più isolati e rari (anche se intensi).


Concludo con uno dei miei versi preferiti (anche questo da una sigla di Dragon Ball, il GT stavolta), che spero mi dia la carica per il futuro


e non ci sono tregue, è la storia che prosegue!

 
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Pubblicato da su 22 ottobre 2016 in Senza categoria

 

Man, dove vai?


Scrivere è un po’ come pregare: ci hanno insegnato a farlo, ma non abbiamo mai imparato veramente bene.
E siccome siamo delle persone pessime, lo facciamo solo quando stiamo male.


Vorrei dire che sono successe tante cose dall’ultima volta che ho scritto ma la realtà è che, di fatto, non è successo quasi un cazzo.

Quello che ho fatto in questo periodo buio (che va verso un buio ancora più fitto) può essere narrato abbastanza fedelmente coi versi della canzone che, per pura coincidenza dà da sempre il titolo a questo diario.

Ho lasciato un sacco di pesos a molti cantinèri diversi (e ce ne lascerò molti altri ancora) e ho incontrato una persona che conosco poco, quasi per niente; un gringo, uno straniero che mi ha chiesto “man, dove vai?“.
Dove vado? Non lo so, forse posso tirare ad indovinare ma anche se lo sapessi non saprei comunque come arrivarci.

Poi ho incontrato alcuni stregoni che mi hanno chiesto di avvicinarmi: io ho sorriso e ho detto loro ok mentre nei sassolini osservavano i fatti miei… e mi hanno detto tutti più o meno la stessa cosa – in modo diverso, qualcuno in maniera più diretta e qualcun altro in modo più cristiano (si sa, tribù che vai usanza che trovi) ma il succo era sempre più o meno questo: “viso pallido ti sta ingannando, non la troverai. Sono mesi che stai cavalcando – dimmi dove andrai?

Ora, dato che di visi pallidi più pallidi di me ce ne sono pochi in giro, ho cominciato a pensare.
E si, hanno ragione, mi sta ingannando: sono sicuro che non lo sta facendo apposta o che pensa di fare la cosa migliore, ma ciò non cambia il fatto che non la troverò.

E si ritorna alla domanda del gringo: man, dove vai?

Ma sopratutto, come ci vai? Se c’è una cosa che ho capito di me stesso in questo periodo (perché, tanto per restare nella metafora, starò cercando lei o forse me?) è che sono una persona molto limitata, e molto prigionera.
Tutto quello che potrebbe andar male lo farà, diceva Murphy – e ora sono un uomo senza obiettivi, senza sogni né ideali – un uccello senza un nido in cui riposare le ali. Faccio un lavoro che non mi piace davvero e sto iniziando a chiedermi perché lo faccio. Economicamente non è male e qualunque altra cosa troverei probabilmente sarà peggio (almeno all’inizio), ma in fondo a che servono i soldi se non hai nessuno per cui spenderli? A che servono sicurezza e stabilità se non puoi condividerle con nessuno?


Ho cominciato ad odiare la mia casa e le persone che mi stanno intorno. Vorrei tanto poter scappare come ha fatto qualcun altro, come ha fatto lei: è più facile mollare tutto e fuggire che restare e lottare.
E così mentre tutti se ne vanno e scappano, quello che era rimasto a zappare l’orto e a spianare il terreno si ritrova col cerino in mano, come un coglione. Cosa mi è rimasto? Un enorme spazio vuoto, pronto ad essere riempito ma che ora è destinato a restare tale.

E allora era meglio nascere come quelli che ho sempre disprezzato, era meglio essere stronzo, di quelli che non credono in niente e che non si preoccupano dell’altra. Almeno avrei vinto.

Invece sono nato così, e ho perso. A pensarci bene non ho mai vinto niente nella vita, manco un torneino di calcetto da bimbo o 5 euro al gratta e vinci, quindi perché mi ero illuso do poter vincere in questo?

Così mi ritrovo a quasi 30 anni ad andare in giro la notte fino alle 3 a bere in posti e situazioni che non frequentav0 neanche a 20 chiedendomi che cazzo ci faccio lì, o ad andare da solo al mare il pomeriggio a scrivere post come questo sul cellulare sotto l’ombrellone (rigorosamente in fondo alla spiaggia, non sia mai che incontri qualcuno che conosco) o a leggere fumetti mentre mi ustiono – giusto per non dimenticarsi la storia del viso pallido.

E poi si ricomincia. Qualcun altro mi trascinerà da un altro cantinèro, mi ripeterà le stesse cose, il pomeriggio dopo andrò in un qualche posto da solo e poi si torna a lavorare, per fare il bene di non si sa chi.

Poi per carità, intendiamoci, ho fatto anche un sacco di cose belle. In realtà mi è piaciuto andare in tutti quei posti (per me) nuovi della città, a fare cose nuove, vivere esperienze nuove… c’erano anche prima o sono io che ero un coglione e non me ne ero mai accorto?
Ciò non toglie però che continuo a pensare che non abbia senso scoprire cose nuove o fare cose belle se non hai nessuno con cui condividerle… a che pro?

E perchè è da un mese che sono più i momenti in cui piango che quelli in cui faccio la cacca?
(nota: la cacca di solito la faccio 2 volte al giorno)


Chissà poi cosa accadrà quando arriverà il momento in cui la rivedrò, con un caballero accanto a sè… non so se reggerò il colpo. Non so neanche se ci voglio arrivare, a quel momento.

E forse quel che cerco neanche c’è…

 
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Pubblicato da su 25 giugno 2016 in Senza categoria

 

Scaramanzìa vattene via


Questo post ha un tono un po’ diverso dal solito… ho aspettato molto a scriverlo: essenzialmente per scaramanzia, perchè si sa – se in un periodo le cose sembrano andarti bene, non appena inizi a goderti il momento, tutto comincia a precipitare.

Ma non sono mai stato scaramantico, quindi posso dirlo: dall’ultima volta che ho scritto qui, sono cambiate molte cose!


Innanzitutto ho lasciato l’università – non perchè mi trovassi male, anzi: ma era troppo… troppo come corso, ed io non ero più abituato a studiare da tanto tempo (ma lo ero mai stato?). So che forse ho gettato al vento un’occasione ma io mi ritengo uno degli uomini meno ambiziosi del mondo, quindi sono contento così – sopratutto perchè, qualche mese dopo, ho trovato lavoro!


Olèèèè!!!


Ora sono circa 3 mesi che ho iniziato a lavorare, e devo dire che non mi trovo affatto male: anzi, per essere il primo impiego, sono stato molto fortunato – sia come paga, che come ambiente, che come durata del contratto. Lavoro nel mio settore (quello informatico) il che non può essere altro che bene, inoltre finalmente ho la soddisfazione di vedermi fare qualcosa di concreto; per uno che ha sempre letto le cose sui libri e le poche volte che ha fatto qualcosa lo ha fatto solo perchè richiesto da questo o quell’esame (quindi lavori fini a se stessi, senza uno scopo), ritrovarsi a fare qualcosa che serve davvero a qualcuno è una soddisfazione molto grande!


Insomma, la situazione è questa: incrociamo le dita e speriamo che la ruota continui a girare nel verso giusto…

 
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Pubblicato da su 17 settembre 2014 in Caro diario..., Senza categoria

 

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E’ il mio compleanno


Dato che è il mio compleanno, ho voglia di fare una lista dei regali che desidererei; se qualcuno di voi è un mega miliardario e ha voglia di farmi un pensierino può prendere spunto…

ImmagineQuesta è una torta “Minions”, personaggi del film “Cattivissimo me”. Non potendo avere proprio loro mi accontento del dolce.ImmagineIl tenerissimo gufo del video di Youtube (se non lo avete mai visto andate a vederlo, basta scrivere: “gufo tenero”). Che c’è da dire, è tenerissimo e si acarrezzare come un gatto (e non graffia neanche).ImmagineIl camaleonte lo desidero fin da bambina, è un retaggio del cartone animato di Sandokan, perchè l’amico rosso ne portava uno sempre sulla spalla e a me sembrava una gran figata ( in realtà mi sembra tutt’ora).ImmagineAllora, quello che vedete dovrebbe essere una scultura in vetro, realistica, di un virus, anche se non so precisamente quale. Comunque mi piacerebbe tantissimo come soprammobile, elegante e letale.

ImmagineGiacca double face Chewbacca, che insieme allo zainetto Yoda qui sotto, rappresenta i desideri da nerd di Star Wars. Peccato che le cose fighe le producono solo in America.

ImmagineL’ultimo desiderio “animale” sono le scimmie pigmee, per gli stessi motivi del gufetto e poi perchè vorrei vedere se davvero mangiano le banane baby!  XD.

ImmaginePer finire i regali costosi:1) il quadro originale di Klimt “le tre età della donna”, ma mi accontento anche di un Van Gogh o di un Michelangelo.

2) Tutti e dico tutti, i gioielli di Bulgari, dalle collane di diamanti ai bracciali-serpenti d’oro.

3) Questo vestito della collezione di Dior presentato a Versailles, per i suoi 60 anni.

          Immagine                                                                        Immagine             Immagine

 
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Pubblicato da su 21 gennaio 2013 in Caro diario..., Senza categoria

 

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il mio introvabile laboratorio sperimentale


Ciao a tutti, scrivo questo  breve articolo giusto per sfogarmi della giornata di ieri e per farvi capire facilmente i miei stati d’animo userò il supporto delle Rage comics. Dovete sapere che nel corso di Biologia dell’ Università di Pisa hanno deciso di sostituire un esame da 9 crediti con un laboratorio sperimentale a scelta; questo vuol dire che lo studente può scegliere la materia e il professore con cui desidera fare questa esperienza…almeno in teoria!

La realtà è che, per prima cosa, lo studente deve vedere se il prof ha disponibilità e gia quì le cose non tornano, perchè se è come un esame ( pensate che alla fine ti danno un voto in trentesimi) dovrebbe essere sempre disponibile farlo, ma va beh… la seconda cosa è “l’ampia scelta” ! Prendiamo il mio caso: io avevo scelto materia e professore ma sono stata respinta perchè il prof in questione preferisce lavorare con gente della specialistica perchè, testuali parole “voi della triennale siete troppo poco specializzati”…

mi pigli per il culo?!

Comunque non mi demoralizzo e vado a chiedere ad un ricercatore di una materia simile; La sua risposta alla  mia richiesta è stata “Per me si può fare, noi stiamo studiando delle interessantissime macroalghe e se hai il patentino da sub ti mandiamo a fare fighissime immersioni altrimenti ti metti davanti al computer a inserire dati. Che ne pensi ci stai?”. Io gentilmente ho risposto che gli avrei fatto sapere mentre in testa mia pensavo..

no

Ed eccoci all’ultimo tentativo della giornata. Contatto una giovane professoressa che studia il comportamento dei daini nella stagione riproduttiva. Io credevo che i daini si accoppiassero in primavera e mi tornava benissimo perchè così il laboratorio lo avrei fatto a marzo come era nei miei piani. Parlo con la prof che mi da la sua disponibilità, contentissima le dico che sarò pronta ad inziare tra un paio di mesi, al che lei mi fa “ma come, non lo sai che i daini si riproducono ad ottobre”..fffuuu

Quindi per concludere…vaffanculo, non troverò mai un laboratorio che mi piaccia.. mi mancavano pure i daini hipster che si accoppiano ad ottobre perchè farlo in primavera è troppo mainstream!daino hipster

 
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Pubblicato da su 17 gennaio 2013 in Senza categoria

 

Gli anacronismi del presepe


Questo post non è niente di che, solo qualche foto che ho scattato mentre facevo il presepe o girando per negozi in questo periodo natalizio.

Perdonatemi per la bassa qualità ma io il telefono che fa le megafoto non ce l’ho (e manco ce l’avrò, maledette Google ed LG che non mi vendete il nexus 4), meglio di così non potevo fare.


Ecco cosa si trova nei presepi oggigiorno (tralasciamo  quello napoletano che è ovviamente una parodia…)

Il tacchino, animale tipico della palestina di 2000 anni fa

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L’allevatore di maiali, che com’è noto agli ebrei piacciono un sacco.
Vabè, facciamo finta che li vendevano agli stranieri

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Il pizzaiolo, che prepara pizze usando esclusivamente pomodori a km 0

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Dulcis in fundo, l’omino col fucile – nonostante il vantaggio tecnologico, riuscì comunque a farsi conquistare dai romani

 
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Pubblicato da su 14 dicembre 2012 in Senza categoria

 

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Il resto in Goleador


Ci penso ogni volta che mi fermo a prendere qualcosa al bar dell’università e passo davanti alla cassa: lì vicino c’è appoggiato un bel dispenser di Goleador che mi riporta alla mente un sacco di ricordi…



Mi ricordo ancora quando da bambino, al mare, la mamma mi mandava a comprare il gelato con (chessò) 3000 lire e io dicevo alla barista mentre rovistava nella cassa per trovare gli spiccioli “dammi il resto in goleador” – e lei mi dava quelle 2 o 3 caramelle (mi piacevano sia alla cola che alla frutta, alla liquirizia no). La mamma si incacchiava un po’, ma vabè XD


200 lire venivano ai tempi, se non ricordo male…il che, a pensarci bene rende le Goleador l’unico prodotto a non essere aumentato di prezzo col passaggio lira-euro (ora vengono 10 centesimi): una caramella anticrisi, insomma!


Prima o poi troverò il coraggio di andare all’università, prendere la colazione e dire “il resto in goleador grazie”… chissà che facce farebbero quelli in fila!

 
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Pubblicato da su 13 maggio 2012 in Senza categoria

 

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