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Una cosa che da ragazzino mi fece commuovere

12 Mag

Di solito sono prolisso quando parlo di me, ma stavolta sarò breve – e si, lo so che il titolo dell’articolo può sembrare stupido, ma vi assicuro che non lo è.

Chi mi conosce sa che non sono uno che si commuove spesso. O meglio, di tanto in tanto mi capita, ma quasi mai per un film, una storia a teatro o in generale un prodotto di intrattenimento. Evito come la peste tutto quello che è etichettato come “romantico” o “drammatico” perchè sono generi che non mi piacciono… però un paio di volte è capitato (sempre parlando di “commozione da intrattenimento”, non di sentimenti personali).

Sembrerà strano ma una di queste volte, la più significativa secondo me, è accaduta verso la fine dei lontani anni ’90) leggendo un fumetto. Al tempo ero un ragazzo delle medie o poco più, conoscevo a malapena i manga (o meglio, conoscevo solo dragoball), i comics americani mi erano del tutto sconosciuti e campavo a pane e PK.

Già, PKNA. A mio parere uno dei fumetti migliori del mondo di sempre (altro che v per vendetta), ingiustamente sottovalutato da mamma Disney solo perchè ha avuto la sfortuna di nascere italiano… ok direte voi “va bene, ti è piaciuto: però sarà stato adulto quanto ti pare, ma è sempre roba disneyana… il protagonista era Paperino mascherato ed i cattivi dei paperoidi viola dallo spazio, cosa c’entra la commozione?”.


C’entra, c’entra. Dovete capire che è stato un momento molto particolare, irripetibile. Si stava facendo la storia del fumetto italiano ed io la stavo vivendo “in diretta” (ovviamente allora non lo capivo). Inoltre io avevo un’età molto strana; ero un ragazzino, come ho già detto. Non c’era internet (pubblicavano ancora la posta cartacea) e non c’erano spoiler, quindi quello che leggevo accadeva davanti ai miei occhi, in quel momento: non era una traduzione, una differita o una cosa già successa, era lì ed ora.


E fu proprio per questo che leggendo PKNA #33, quando alla fine vidi morire il razziatore, uno dei miei personaggi preferiti, la lacrimuccia mi scappò. So che adesso da adulto sembra una cosa stupida (e forse lo è), ma è stato un momento unico, che ricordo ancora con gioia. Poi ci furono anche altri numeri, qualche personaggio tornò, molti altri morirono (Xadhoom…) ma lui fu il primo, e nessun altro mi fece lo stesso effetto.




Grazie PK, e grazie anche a chi ha letto questo articolo di aver condiviso con me questo ricordo (grazie che mi sopportate, insomma). Poi è chiaro, nella vita vera ci si commuove per ben altre cose ma se pensate che c’è gente che lo fa con le telenovele o con dei film stracciaballe del calibro di memorie di una geisha, forse non è poi così strano che un ragazzino si potesse emozionare per un giornalino di Pk.

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Pubblicato da su 12 maggio 2013 in Caro diario..., Intrattenimento

 

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