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Il kebabbaro, l’ascella e la Danone

23 Gen

Premessa: non sono razzista e, anche se sono consapevole che questa frase è spesso preludio ad affermazioni razziste, mi sembrava giusto specificarlo.

Non so se è così anche dalle vostre parti ma qui a Pisa ci sono un sacco di posti dove fanno il kebab (brevemente, kebabbari) e, di tanto in tanto, mi capita che quando sono in giro e c’è necessità di mangiare in fretta e/o a buon mercato qualcuno mi proponga “dai, ci prendiamo un kebab!”

Ora, chi mi conosce dovrebbe ben sapere che una cosa del genere io non la farò MAI: preferisco piuttosto pagare di più per un quarto di pizza come Dio comanda piuttosto che mangiarmi quella… cosa.

Orrore!


Non è una questione di pregiudizi sulla presunta igiene del locale che la vende o sulla razza del venditore: quando mi chiedono perchè non lo mangi spesso rispondo scherzosamente che “la mia religione avrà tanti difetti ma mi consente di mangiare cosa mi pare, e almeno in questo voglio sfruttarla al massimo” ma la realtà è un’altra.


In realtà il kebab mi fa proprio schifo. Ma non come sapore (anche perchè non l’ho mai assaggiato), proprio come odore: ogni volta che passo davanti a un kebabbaro sento un insopportabile, opprimente e soffocante odore di ascella.
(Se non ci credete ed abitate a Pisa, passate sotto l’arco che collga Corso Italia e Piazza Gambacorti e capirete di cosa parlo)

Non trovate anche voi che il kebab sappia d’ascella?

Che sia proprio questo l’ingrediente segreto che lo rende così “irresistibile”? Una bella strofinata sotto l’ascella del bengalese di turno, in maniera analoga a come l’ascella di un francese rende così buone le baguette?

Prima di avere a che fare col pubblico, ogni kebabbaro è sottoposto a severi test di qualità


No, non ci credo. Deve esserci qualcos’altro…. anche perchè poi l’amico di turno che si è preso il kebab nel 90% dei casi il giorno dopo mi fa “sai, forse avevi ragione, ho passato tutta la notte a fare avanti e indietro tra il letto e il bagno”.


Forse è proprio questo… le incredibili capacità lassative del kebab (più potente e più gustoso della magnese san pellegrino) che formano un dinamico duo col fantomatico bifidus, ovvero l’arma segreta della Danone!

Ma sì, quello che sta in Activia, lo yogurt che fa apparire le donne come incapaci di avere una vita intestinale serena, proprio lui!

Activia ha a cuore l'educazione civica e ci tiene a sottolineare che certe vie sono rigorosamente a senso unico


Uno si mangia il kebab, si caga addosso e per rimediare prende Activia! Geniale!


Questo circolo (virtuoso?) mi sembra un ottimo modo per far ripartire l’economia… più kebabbari=più cacarella=più yogurt!

E poi vedi come si impenna il PIL…

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Pubblicato da su 23 gennaio 2012 in Intrattenimento

 

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