RSS

Articolo tedesco

14 Ott

Questo è un articolo tratto da un quotidiano TEDESCO… ovvio, perchè in Italia (ormai repubblica delle banane) l’informazione non esiste…

Il “dissanguamento” dell’accademia italiana

Pubblicato Mercoledì 8 Ottobre 2008 in Germania

[Deutschlandfunk]

Nuovo atto nel dramma delle università italiane.

Le università italiane si trovano di fronte ad una nuova ondata di
tagli promossa dal governo Berlusconi. Una nuova legge impone che solo
un posto di lavoro su cinque tra quelli liberati nelle istituzioni
statali per via di pensionamenti potrà essere rioccupato. Una delle
conseguenze è che i giovani laureati italiani che cercano di entrare
nel mondo del lavoro fuggono all’estero.

“Tutto questo non è un caso. C’è una strategia precisa alla base. Si
mira alla rovina delle università statali attraverso un taglio
sostanziale dei finanziamenti in modo che le università private ne
traggano vantaggio”.

Mariangela Staccani è una ragazza con una brillante laurea in
chimica e un dottorato ottenuto con il massimo dei voti. Quest’autunno
avrebbe dovuto iniziare a lavorare all’Università di Roma La Sapienza
con un contratto di ricercatrice per tre anni. Nonostante gli esperti
considerino la trentenne come una delle persone più qualificate tra i
chimici della sua generazione, Mariangela è ora disoccupata. A causa
dei limiti nelle assunzioni previsti dalla legge promulgata dal governo
di centro-destra di Silvio Berlusconi, non può iniziare il lavoro che
le era stato promesso:

“Questo è il primo atto della lunga storia verso la rovina delle
università statali: in primo luogo si tagliano fuori i giovani
ricercatori e poi (si) riducono i finanziamenti per la ricerca. In
questo modo si dissangua tutto il sistema mentre fare ricerca diventa
impossibile. Tutta la comunità scientifica si deve opporre.”

Ed è proprio questo che la comunità scientifica intende fare. Gli
studenti, i giovani ricercatori e la Conferenza dei Rettori delle
Università italiane si sono mobilitati contro le conseguenze dei nuovi
tagli che si sono concretizzati all’inizio del nuovo anno accademico e
sono ora evidenti in diversi settori.

La nuova legge sulle università prevede che per ogni cinque posti
che si liberano per motivi di anzianità nelle istituzioni statali solo
uno venga rioccupato. In questo modo, ha detto il ministro delle
Finanze Giulio Tremonti, vero deus ex machina di questa legge, si potrà
risparmiare molto. Infatti, secondo l’opinione del ministro, sono molte
le istituzioni scientifiche statali ad avere più dipendenti del
necessario. Questo è certamente vero in alcuni casi, ma lo stesso non
può valere in generale per tutte le università, afferma Giancarlo
Zavattini, vice rettore della Sapienza a Roma:

“Le nostre previsioni mostrano dove condurrà questo sistema. Se per
ogni cinque professori o ricercatori che vanno in pensione solo uno
verrà sostituito questo porterà invevitabilmente al dissanguamento del
nostro corpo docenti. Conosco alcune università come quella di
Benevento o del Molise, che nei prossimi anni non potranno liberare
alcun posto. In tal modo queste università perderanno attrattivà tra i
giovani accademici. Dove andranno allora i giovani ricercatori? A
questa domanda, la nuova legge non dà risposta.”

Dall’entrata in vigore della nuova legge sulle università caute
proiezioni mostrano come diverse centinaia di posti di lavoro per
giovani ricercatori hanno dovuto essere eliminate. Il CENSIS,
l’istituto di ricerca socioeconomica con sede a Roma, ha stimato che da
settembre il numero di giovani laureati italiani che cercano lavoro in
altri paesi europei e negli Stati Uniti è aumentato del 300% rispetto
all’anno precedente. A riguardo, il sociologo Francesco Simoncelli ha
commentato:

“Certamente gli studiosi devono pensare su scala internazionale, ma
quello che sta succedendo in Italia a causa dei tagli imposti dalla
nuova legge non è null’altro che un esodo di ricercatori verso
l’estero. Potrei citare decine di casi di giovani scienziati, che
avevano già i contratti di insegnamento e di ricerca in tasca ma che si
trovano ora disoccupati. Stanno cercando di trasferirsi all’estero.
L’italia intera ci rimette. E’ all’estero che beneficeranno del valore
di questi giovani”.

[Articolo originale di Thomas Migge]

Annunci
 
2 commenti

Pubblicato da su 14 ottobre 2008 in Senza categoria

 

2 risposte a “Articolo tedesco

  1. wolfina

    30 novembre 2008 at 15:45

    Beh, pronunciare Nietzsche (la mia prof. del liceo lo declinava addirittura come "nic"!!!) in effetti non è granchè simpatico, ma è sempre meglio di parecchi cognomi italiani del tipo Gelmini, Tremonti o Berlusconi… che si scrivono così ma si leggono "pirla".
    p.s. complimenti per il post… ma temo che quella gente lì se ne freghi dei giornalisti tedeschi almeno quanto degli universitari italiani. Fossero almeno belli, giovani o abbronzati…

     
  2. Giulia

    17 maggio 2009 at 12:36

    La pubblico su feis-buc (che come tu ben sai non esiste).

     

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: