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Che Guevara: smontiamogli 10 stereotipi

05 Set

Ma sì che un po’ di sano, vecchio anticomunismo non fa mai male… sopratutto se rivolto contro quel ladro terrorista tifoso del milan di Che Guevara, che la gente gira con la sua faccia sulle magliette (senza sapere che il fotografo che ha scattato quella foto o meglio, i suoi discendenti, aspettano ancora i diritti) credendo di esse’ brava, sputando frasi su quanto fosse eroico il Che, Hasta la victoria, blablabla… smontiamone alcune assieme, e facciamogli capire quanto sono ridicoli. Perchè vedete, il male non sta tanto nell’essere comunisti (anche se di sicuro non è un bene), quanto nell’esserlo per sport…

Tratto da un’articolo di Alvaro Vargas Llosa, Senior Fellow e direttore del Center on Global Prosperity presso The Independent Institute, scritto in occasione della ricorrenza della morte del Che

  1. ERA CONTRARIO AL CAPITALISMO
    In effetti Guevara era per un capitalismo di stato. Si oppose al sistema salariale dell’"appropriazione del plusvalore" (nel gergo marxista) solo quando questo andava alle imprese private. Ma lui mutò l’"appropriazione del plusvalore dei lavoratori" in un sistema di stato. Un esempio di ciò è riscontrabile nei campi di lavori forzati che appoggiò, a partire da Guanahacabibes nel 1961.
  2. HA RESO CUBA INDIPENDENTE
    In realtà ha permesso la colonizzazione di Cuba da parte di un potere straniero. È stato strumento della trasformazione di Cuba in una temporanea testa di ponte del potere nucleare sovietico (firmò gli accordi di Yalta). Come responsabile per l’"industrializzazione" di Cuba fallì non arrestando la dipendenza del paese dallo zucchero.
  3. HA COMBATTUTO PER LA GIUSTIZIA SOCIALE
    In realtà ha contribuito alla rovina dell’economia distraendo risorse alle industrie che poi fallirono e ridussero la raccolta dello zucchero, sostegno di Cuba, della metà in due anni. Il razionamento iniziò sotto la sua amministrazione dell’economia dell’isola.
  4. SI OPPOSE A MOSCA
    In realtà ha obbedito a Mosca finché Mosca decise di chiedere qualcosa in cambio dei suoi massicci trasferimenti di denaro all’Havana. Nel 1965 criticò il Cremlino poiché aveva adottato ciò che lui chiamò "legge del valore". Quindi si rivolse alla Cina alla vigilia della Rivoluzione Culturale, uno degli orrori del ventesimo secolo. Scambiò semplicemente alleanze nel campo totalitario.
  5. SI UNÌ AI CONTADINI
    In realtà morì proprio perché non si unì mai a loro. «Le masse contadine non ci sostengono affatto», scrisse nel suo diario boliviano prima di essere catturato, un modo adatto per descrivere il suo viaggio attraverso la Bolivia tentando di sollevare una rivoluzione che non avrebbe potuto neanche annoverare l’aiuto dei comunisti boliviani (che erano realisticamente abbastanza per notare che i contadini non volevano la rivoluzione del 1967; ne avevano già fatta una nel 1952).
  6. È STATO GENIO DELLA GUERRIGLIA
    Fatta eccezione per Cuba, ogni episodio di guerriglia a cui collaborò fallì miseramente. Dopo il trionfo della rivoluzione cubana Guevara creò eserciti rivoluzionari in Nicaragua, nella Repubblica Dominicana, a Panama e ad Haiti e tutti vennero schiacciati. Infine convinse Jorge Ricardo Masetti a guidare un’incursione fatale in quel paese dalla Bolivia. Il ruolo di Guevara del Congo del 1965 fu tragicomico. Si alleò con Pierre Mulele e Laurent Kabila, due macellai, ma si impelagò in molti disaccordi con loro e le relazioni tra il cubano e i combattenti congolesi furono così tese che dovette fuggire. Infine, la sua incursione in Bolivia terminò con la sua morte, che i suoi seguaci commemorano questa domenica.
  7. HA RISPETTATO LA DIGNITÀ UMANA
    In realtà ebbe l’abitudine di appropriarsi delle cose altrui. Incitò i suoi seguaci a svaligiare le banche («Le masse combattenti concordano di svaligiare le banche perché nessuno tra loro vi ha un penny») e nonappena il regime di Batista cadde occupò una residenza e se ne appropriò: un eminente caso di rapido dominio rivoluzionario.
  8. LE SUE AVVENTURE FURONO UNA CELEBRAZIONE DELLA VITA
    Invece furono un’orgia di morte. Giustiziò molti innocenti a Santa Clara, nella parte centrale di Cuba, dove stazionava la sua colonna nell’ultima parte della lotta armata. Dopo il trionfo della rivoluzione tenne la prigione de "La Cabaña" per sei mesi. Ordinò l’esecuzione di centinaia di prigionieri che in precedenza erano stati uomini di Batista, di giornalisti, di uomini d’affari e di altri. Alcuni testimoni, tra cui Javier Arzuaga, che era il cappellano de "La Cabaña", e José Vilasuso, che era un membro del corpo che si occupava del giudizio sommario, mi hanno recentemente affidato le loro dolorose testimonianze.
  9. ERA UN VISIONARIO
    La sua visione dell’America Latina era alquanto sfocata. Si consideri, ad esempio, il suo punto di vista relativo al fatto che la guerriglia doveva svolgersi nelle campagne perché era lì che vivevano le masse combattenti. In verità gia dagli anni ’60 la maggior parte dei contadini abbandonarono pacificamente le campagne in parte a causa del fallimento della riforma terriera, che ostacolò lo sviluppo di un’agricoltura basata sulla proprietà e di economie di scala con regolamentazioni assurde col divieto di qualsiasi sorta di disposizioni dei privati.
  10. DICEVA IL GIUSTO SUGLI STATI UNITI
    Aveva predetto che Cuba avrebbe superato il PIL pro capite degli Stati Uniti nel 1980. Oggi l’economia di Cuba può a mala pena sopravvivere grazie all’aiuto del petrolio venezuelano (circa 100.000 barili al giorno), una forma di elemosina internazionale che non dice nulla di buono sulla dignità del regime.
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5 commenti

Pubblicato da su 5 settembre 2006 in Politica, Riflessioni

 

5 risposte a “Che Guevara: smontiamogli 10 stereotipi

  1. BigSilvos

    5 settembre 2006 at 16:42

    attenzione!nello stesso modo in cui si sbaglia ad idolatrizzarlo nn bisogna prendere tutto ciò ke viene detto dalla parte opposta del suo skieramento ideologico cm oro colato…molte delle affermazioni sopra elencate andrebbero riviste e cn ciò nn dico ke siano del tutto false,ma nn sn nemmeno completamente vere e soprattutto il discorso x alcuni d quei punti andrebbe largamente ampliato!!!

     
  2. BigSilvos

    5 settembre 2006 at 16:53

    hai detto delle discrete kazzate:
     
    1)(senza sapere che il fotografo che ha scattato quella foto o meglio, i suoi discendenti, aspettano ancora i diritti) questa è la prima!!il fotografo non kiese diritti, anzi denunciò solo una società ke ne fece uso pubblicitario x una marca di biskotti
     
    2)HA RESO CUBA INDIPENDENTE ed è vero!! ha fatto cadere una dittatura controllata dalla mafia italo-americana proveniente dagli STATES, rendendo cuba un paese dovernato da un sistema repubblicano a un solo partito.
     
    3)LE SUE AVVENTURE FURONO UNA CELEBRAZIONE DELLA VITAInvece furono un’orgia di morte. Giustiziò molti innocenti a Santa Clara, nella parte centrale di Cuba, dove stazionava la sua colonna nell’ultima parte della lotta armata. Dopo il trionfo della rivoluzione tenne la prigione de "La Cabaña" per sei mesi. Ordinò l’esecuzione di centinaia di prigionieri che in precedenza erano stati uomini di Batista, di giornalisti, di uomini d’affari e di altri. anke qua 6 un pò un kazzone. amore siamo in guerra!! e n esistono i santi. era un guerrigliero che ha fatto una scelta di vita particolare.e alla fine, ha fatto quello ke avrebbe fatto un qualsiasi skieramento vincitore.
     
    saluti Pile

     

     
  3. Marco

    5 settembre 2006 at 19:24

    Oh Silvio era tanto che non ti si vedeva…
    Si hai ragione quando dici che non bisogna divinizzare una figura ma neanche demonizzarla, questo è certo ù_ù mi pareva di essere stato chiaro quando ho scritto che la cosa brutta è portare l’immagine di Guevara così senza nemmeno sapere chi era allo stadio mentre si tifa livorno (per esempio)
     
    Quanto a te, Pile (ma chissà chi si nasconde dietro questo nick) ti rispondo solo dicendo che mica le ho scritte io ‘ste cose, ma quel tale giornalista (questo è un banale copia-incolla): se è di destra o di sinistra non lo so (anche se qualche dubbio m’è venuto) e che sia un cazzone o meno non sta nè a me nè a te dirlo (forse al Silvio si)… almeno ha avuto il coraggio di dire qualcosa fuori dal coro in occasione della festa di Che Guevara.
    Oh poi sia chiaro… a me quelli che protestano sempre e comunque su tutto senza manco sapere per cosa protestano (per fare un esempio, greenpeace e compagnia bella) mi stanno anche sulle palle… ora ‘sto tizio potrebbe anche essere uno di questi, non so.
    Però è interessante.

     
  4. BigSilvos

    8 settembre 2006 at 12:10

    marco quello era il pile ne sn sicuro xkè l’intervento l’ha scritto dal mio computer….
    via quando sai qualcosa fammi sapere cm è andato il test!
    byeee

     
  5. Marco

    8 settembre 2006 at 18:53

    Si lo sapevo chi è era ironica la cosa…
    …comunque tanto i risultati li abbiamo il 14… quindi c’è un’allegra settimana di svacco prima di saperli!

     

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